Eventi > conferenza - Il trionfo della pittura: Rembrandt e Velázquez

Note: non è necessaria l'iscrizione

Di cosa parliamo quando parliamo di Barocco? In che modo, ed entro quali limiti, questa discussa categoria storiografica e stilistica può ancora essere usata per definire l'arte italiana ed europea del Seicento? Rileggere il secolo di Caravaggio e Rubens, di Bernini e Borromini, di Poussin e Velá-zquez, tenendo come chiavi interpretative la centralità dello spettatore, il rapporto con l'arte anti-ca e con quella rinascimentale, la diffusione geografica del nuovo stile, la tensione tra funzione re-ligiosa e libertà dell'artista, il peso degli equilibri politici e il ruolo dei grandi mecenati. Mettere in evidenza la varietà e la contraddittorietà che segnano ciò che chiamiamo arte barocca significa mettere ancor più in evidenza le tante ragioni che ci spingono a vedere proprio in quel periodo le radici della nostra modernità.
In questi incontri un posto tutto particolare spetta a Bernini. Sembra incredibile, ma Gian Lorenzo Bernini non ha un posto nella genealogia dell'arte moderna: quella che parte dalla rivoluzione di Caravaggio, e attraverso Velázquez, Goya e Manet, conduce agli Impressionisti, e dunque alle avanguardie. L'artista più potente, ricco e realizzato dell'Italia secentesca, «il dittatore artistico di Roma», è sempre stato considerato troppo organico alla propaganda dei papi e dei gesuiti per po-ter aver parte in questa storia di libertà. Ma in realtà è vero piuttosto il contrario: a modo suo, Bernini ha seguito Caravaggio sulla via del conflitto, arrivando a sacrificare una parte del proprio successo pur di difendere la sovranità sulla propria arte. Ed è anche grazie a questa tensione che le opere di Gian Lorenzo ci appaiono ancora così terribilmente vive. Bernini seppe uscire dalle re-gole, pagandone tutte le conseguenze e facendo leva sul giudizio di un'embrionale opinione pub-blica europea per affrancarsi dall'arbitrio dei principi. Le sue mani e la sua testa divennero l'unica misura che accettava, e il suo atelier fu insieme luogo della creazione e teatro della libertà. Una nuova chiave di lettura per uno dei maggiori artisti di tutti i tempi.

Nota: i titoli degli incontri sono indicativi, dato che i contenuti potrebbero leggermente variare a mano a mano che sviluppo il programma.

Data: 22 Febbraio 2018 - 14:45

Luogo: Modalità, orari e costi degli incontri. Sede: Università Popolare, Via Terraggio 1, angolo Corso Magenta. Ore 14,45. Suonare citofono e salire al secondo piano quindi a destra sul ballatoio. Durata circa 2 ore. Quota di partecipazione 13 euro, studenti 5 euro. Non è necessaria la prenotazione.
E possibile acquistare i cd con le lezioni 5 euro solo immagini, 15 euro immagini più registrazione.